Asian Trip, Ep 2: China
20 Ottobre 2014

La settimana dopo la gara in corea è passata veramente in fretta, giusto il tempo di fare 2 allenamenti ed ero già pronto per le qualifiche in Cina. Dopo una buona prima qualifica e una seconda così così, passo come ottavo alle semifinali. Il giorno dopo la gara si fa più interessante, a metà della semifinale una placca insidiosa non lascia scampo ad Adam Ondra e Jackob Schubert che rimangono fuori dalla finale! Io mi qualifico come sesto, centrando il secondo obiettivo del viaggio, 2 gare : 2 finali! La finale sembra adatta a me, nessuna placca, nessuna cosa strana, perfetta, “posso andare bene” ho pensato. Dall’isolamento si sentono i primi 2 partire e finire immediatamente la gara: la via doveva essere più difficile di quello che sembrava. Essendo qualificato come sesto, sono partito per terzo. Inizio scalando bene, passo un piccolo filtro senza problemi, riposo, un altro filtro, trovo un altro riposo dove sono riuscito a staccare un attimo la testa. Ho controllato anche che non scadesse il tempo nel cronometro ai piedi della parete, ma ne avevo a sufficienza. Quando sono ripartito sapevo che non avrei più potuto riposare, quindi sono andato deciso verso l’ultima parte della via. Dopo un altro passo duro mi sono ritrovato in un punto morto, ovvero non ne avevo abbastanza per moschettonare da dove avrei voluto, ma ancora un po’ per fare qualche presa (da cui comunque si poteva mettere il rinvio). Dopo un gioco di piedi un po’ ridicolo riesco a posizionarmi e rilancio a una presa che pensavo sarebbe stata la mia ultima, invece riesco a tenerla e utilizzarla, lanciando senza molte altre pretese. “Bene, finalmente una finale in cui sono riuscito a dare il massimo, speriamo di essere nei primi 5, almeno vinco qualche soldo!”. Così è stato, il giapponese dopo di me è caduto prima, e così altri 2 dopo, ero sul podio. Quando gli ultimi 2 sono partiti non mi aspettavo più niente, ma sapevo che tutto era possibile, tutto tranne quello che è successo. Romain Desgranges e Sean McColl sono entrambi caduti prima di me, dalla sesta posizione sono risalito al podio, e poi al gradino più alto. Dopo due anni dalla Cina, sono di nuovo sul podio, questa volta davanti a tutti. Subito non ho realizzato, mi ci è voluto un giorno forse per capire che avevo vinto una gara di coppa del mondo. Prima di me solo Luisa Iovane, Cristian Brenna, Christian Core, Mauro Calibani, Flavio Crespi e Leonardo Gontero sono gli Italiani che sono riusciti a vincere una o più tappe di coppa del mondo (e Dino Lagni il campionato mondiale). Vorrei ringraziare prima di tutto il mio allenatore, lui ha risvegliato in me la motivazione per venire a partecipare a queste gare nonostante tutto, riporto le sue parole che come danno motivazione a me spero possano darla a chi legge: quel che c'è scritto sotto (classifica), lo sanno in tanti..
quel che c'è "dietro", lo sanno in pochi..
non so se sia giusto dire che questo risultato premia il lavoro fatto, sicuramente con i mezzi disponibili e le difficoltà oggettive, si cerca sempre di prepararsi nel modo migliore.. 
la stagione sportiva è un lungo percorso, fatto di momenti difficili, di errori, di successi e di insuccessi, in cui l'aspetto mentale gioca un ruolo di primo piano... è un sottile gioco di tensione-emozione-motivazione-determinazione-volontà-fiducia nei mezzi.. che volta volta, gara dopo gara si mescolano e creano LA condizione.. la condizione per l'evento imminente... e durante l'evento stesso, di nuovo, mente e fisico a resettarsi sui diversi momenti di gara.. qualifiche, semifinale, finale.. 
volere è potere? no. altrimenti se volessi potrei tutto, ma non posso. volere è essere. capire di essere. dunque, consapevolezza. 
l'immagine qui sotto, racconta un percorso di consapevolezza, frutto di una crescita, di stimoli, di eventi, di errori e di successi che si sono succeduti nelle settimane, nei mesi, nell'anno, negli anni.. 
quel che è certo è che la strada ora si fa nuovamente in salita.. ma con un "motore" rinnovato e una "centralina" resettati ad un livello superiore. 
questa, in breve, è un po' la storia…



Asian Trip, Ep 1: Korea
16 Ottobre 2014

Sono felice di poter dire: finalmente sono in Corea. La federazione ha finito i soldi dedicati alle nazionali dopo metà della stagione lead, quindi l’unico modo per poter fare le 3 gare in Asia è pagare tutto di tasca propria. Per fortuna, dopo un po’ di mail sono riuscito a ottenere il rimborso del viaggio con la condizione di riceverlo il prossimo anno, e solo nel caso avessi buone posizioni.      Sono partito il giovedì, e arrivato il venerdì alle 22.30 di sera dopo più di 24 ore di viaggio. Sabato mattina è iniziata la gara alle 9, naturalmente dopo aver dormito solo 3 ore a causa del fusorario (ma erano tutti abbastanza assonnati a giudicare dalle facce). La mattina della gara vengo avvisato di aver preso un cartellino giallo perché non ero presente alla cerimonia di apertura (cominciamo bene la gara!), ma nonostante tutto passo alle semifinali come 6°. Il giorno dopo è stato tutto più tranquillo, ho dormito bene e dovevo solo pensare alla gara. Dopo un po’ di tensione nella prima parte della via passo agilmente il tetto che ha fatto un sacco di vittime e mi qualifico come 5° per la finale (best semi so far!). Dopo poche ore è il momento di rientrare in scena, con la terza finale di quest’anno e la terza finale in Corea su 3 gare disputate qui: la Corea mi piace!

La finale si rivela dura (per forza, è una finale) e arrivo stanchissimo sotto il tetto e finisco in 6° posizione (non un risultato eccellentissimo, ma in standard con il mio stato di forma!). Comunque il primo obiettivo è stato centrato, 1 gara : 1 finale, e in più con questo risultato riceverò il rimborso del viaggio!

Mancano ancora 2 gare alla fine del tour, e l’obiettivo sarà 3 gare : 3 finali, e perché no, magari qualcosa di più…



Tito Claudio Traversa
17 Luglio 2014

L’ultima volta che vidi Tito fu l’anno scorso, proprio a Gravere. Era lì a provare un tiro, Pablo Diretta, un 8b+ che non avevo mai fatto ma che conoscevo perché univa due vie molto famosedella falesia. La prima parte era in comune con il progetto che stavo provando già da più di un anno, una sezione fisica su prese lontane, proprio quella sezione mi ha impressionato di più. Io utilizzavo una sequenza logica, un rilancio da una presa piccola che poteva essere solo un intermedio per me e per altri. Ma lui non arrivava alle prese, non poteva proprio fisicamente, e invece di lamentarsi e scegliere un tiro più adatto alle sue caratteristiche era lì a provare e riprovare come nessun altro avrebbe fatto. Quel piccolo intermedio per lui diventava una presa da stringere e incrociando perdeva i piedi per andare alla presa dopo, quel movimento è rimasto impresso nella mia mente e mi lasciò davvero senza parole, quel ragazzo aveva un dono, un talento naturale per questo sport. Quel giorno Tito non era riuscito a chiudere il tiro, c’era andato molto vicino però, ero sicuro che ce l’avrebbe fatta. Infatti pochi giorni dopo era uscita la notizia, il suo quarto 8b+ a soli 12 anni, incredibile. Purtroppo poco tempo più tardi un’altra notizia aveva sconvolto tutti, dopo un tragico incidente Tito non c’era più.

Tornai a Gravere molto tempo dopo per provare il progetto, qualcuno mi diceva che potesse essere più di 9a, addirittura Flavio Crespi aveva tentato senza successo (per un soffio) questa via. Valter Vighetti è il primo che mi ha consigliato di liberare questa connessione, la presi come una sfida con me stesso e con gli altri che l’avevano provata e decisi di lavorare questo tiro fino a che non sarebbe stato mio. Quando misi le mani su quelle prese mi venne subito in mente lui che saltava da un appiglio all’altro senza peso, rifare quei movimenti mi ricordava Tito, l’ultima sua realizzazione e forse la sua più dura passava da lì dove stavo passando io per tentare di liberare una via nuova, che avrebbe avuto un nuovo nome. In quel momento decisi che sarei dovuto essere io a liberare il progetto per chiamarlo con le sue iniziali, la via doveva essere dedicata a Tito e dovevo liberarla prima degli altri. Purtroppo in quel periodo non riuscii a concatenare tutti i movimenti e caddi una volta alla fine, senza arrivare in catena. Non parlai a nessuno della mia volontà di dedicare la prima salita a Tito, era una cosa che volevo tenere per me. Dovetti aspettare quasi un anno per tornare a causa del clima. Dopo l’allenamento invernale mi sentivo bene, ma non sapevo quanto fossi in forma fino a che non tornai a Gravere e riprovai la via, cadendo due volte in cima. Tornai la settimana dopo, ero convinto di me stesso tanto che venne anche il mio amico Andrea Cossu per farmi il video, voleva catturare il momento della salita e l’emozione di arrivare in catena e così fu. Urlai con tutta la mia forza dopo aver passato la sosta, quel momento me lo ricorderò per sempre ed è stato immortalato nel video. La prima volta che dissi il nome della via, TCT (le iniziali di Tito Claudio Traversa) fu proprio nell’intervista del video che mi fece Andrea. Così come quell’emozione rimarrà impressa per sempre in me, vorrei che Tito rimanesse nella memoria di tutti, perché oltre a essere una stella dell’arrampicata era soprattutto un bambino fantastico, un po’ timido ma con tantissima energia. Spero che il mio gesto serva a imprimere la memoria di Tito per sempre, il mio sogno sarebbe che molti fortissimi arrampicatori provando questo tiro e faticando nella prima parte pensino: “era veramente una bestia!”.

Le ceneri di Tito sono state sparse a Sarre, ma una parte del suo cuore rimarrà sicuramente a Gravere, sono certo che gli sarebbe piaciuto provare la via e che l’avrebbe scalata con molta più facilità di me.  Sicuramente un 9b+ o un 9c sarebbe più adatto a ricordare la forza d’animo di Tito, ma per ora le mie energie mi hanno permesso di scalare il 9a. Sono contento che Adam sia andato a ripeterla, riuscendo nella prima via di questo grado a vista in Italia. 



The Italian Job - CWIF and Peak District
28 Marzo 2014

L’idea di andare a Sheffield era partita l’anno scorso, motivati dai video della gara degli anni passati e dalle foto dei blocchi storici del Peak District, abbiamo così prenotato i voli per 10 giorni a marzo con l’idea di partecipare al CWIF e scalare in zona per i restanti giorni. All’inizio dovevamo essere un gruppo numeroso, ma alla fine solo in 4 purtropposiamo resistiti a sfortunati infortuni che sembravano volerci far rinunciare al viaggio, colpendo Stefano Bettoli e Igor Simoni. Quindi io, Gabriele Moroni, RiccardoCaprasecca e Marco Erspamer siamo partiti per l’Inghilterra, carichi come delle molle.La gara internazionale per me e gli altri 2 si è interrotta quasi subito, i blocchi erano facili nel complesso e per passare alle semifinali bisognava chiuderli tutti sbagliando veramente poco. Solo Gabri ha passato la prima fase, e anche la seconda,  e facendo una finale quasi impeccabile ha conquistato il terzo gradino del podio. Dopo un giorno di riposo siamo approdati a Stanage Plantation, un’area storica nel Peak e anche una delle più grandi. L’approccio alla roccia è stato traumatico, dopo essermi riscaldato avevo già 2 buchi sanguinanti nelle dita e per il resto della giornata non ho fatto che asciugarmi il sangue e spargerlo sulle prese dei blocchi, senza riuscire mai a ribaltarmi fuori da nessun passaggio. Nel Peak si può scegliere tra 2 tipi di roccia, il gritstone (che mi ha mangiato le dita il primo giorno) e il limestone, calcare delle falesie come Raven Tor, dove io e Gabri abbiamo trascorso il secondo giorno. Avendo preso bastonate anche in falesia provando Hubble (il primo 8c+ del mondo) e Mecca (il primo 8b+ del UK) siamo tornati a testa bassa). I primi risultati per il gruppo cominciano arrivare i giorni successivi, con la veloce ripetizione  di The Ace 8B da parte di Gabri e qualche blocco storico e bello da parte di Marco, come Deliverance e Brad Pit. Purtroppo il nostro amico romano Drygoat (Caprsecca all’inglese) è tornato a casa qualche giorno prima di noi, e non ha fatto in tempo a gustare tutto il dolore della roccia. Io invece ho scoperto di non digerire il gritstone, mi sono trovato bene sul limestone, e ho concentrato le mie forze su un blocco sotto il tetto chiamato Keen Roof, un 8B non troppo duro. Dopo averlo salito abbastanza in fretta, sapevo che partendo da in fondo alla grotta e collegandosi  a questo blocco, Chris Webb Parson aveva liberato una linea chiamata Belly of the beast, che ha gradato 8C. senza neanche pensare a quanto poteva essere dura una linea del genere ho cominciato a provarla, cadendo molte volte all’uscita. Scalavo con le dita nastrate perché il gritstone mi aveva letteralmente bucato la pelle, inoltre l’ultimo bidito del blocco aveva un dentino che nei giri precedenti aveva creato un solco nel mio anulare facendolo sanguinare. Stanco di continuare a cadare alla fine, ho deciso di fare un ultimo giro togliendo tutti i nastri, consapevole del fatto che sarebbe stato l’ultimo perché la roccia mi avrebbe portato via l’ultimo strato di pelle arrivando alla carne. Decido di provare con la ginocchiera, come usavano tutti in quella grotta, parto e dopo 23 movimenti sotto il tetto arrivo all’ultima presa e chiudo finalmente questo problema. Chris Webb liberando il blocco non usò l’incastro di ginocchio, e disse che con il metodo che ho usato io il grado poteva essere un 8B+ facile, e concordo con lui, anche se ho ancora poca esperienza per quanto riguarda i blocchi (anche se questo era più una via che un boulder). Il giorno dopo la pioggia ci ha costretti a finire le nostre energie sulla plastica, provando i blocchi della gara e altri tracciati.

Questa esperienza in terra inglese è stata importante, provare una roccia completamente diversa dal solito come il gritstone mi ha fatto provare emozioni nuove e anche molto dolore, ma non ho mai smesso di tirare le prese anche se le mie dita grondavano di sangue, la mia motivazione per la stagione è aumentata e sono pronto a stringere molto di più nelle gare e nelle falesie italiane che visiterò nei prossimi mesi. 



Fine stagione 2013
22 Novembre 2013

 Anche quest’anno la stagione delle gare è finita con l’ultima tappa a Kranj. Anche se la gara non è andata nel migliore dei modi, sono contento di come è andata la stagione in generale e soprattutto la coppa del mondo. Anche quest’anno sono riuscito a vincere la Coppa Italia e il Campionato Italiano di difficoltà e combinata (purtroppo non ho partecipato a tutte le gare di boulder).  Quest’anno ho partecipato invece a tutte le gare della coppa del mondo di difficoltà, sono entrato 3 volte in finale e per 2 volte l’ho sfiorata, concludendo al 10° nella classifica generale. Sono soddisfatto di questi risultati, gli allenamenti di quest’anno mi hanno portato in forma al momento giusto e oltre a essere migliorato soprattutto nella resistenza, ho mantenuto il livello per un periodo più lungo rispetto all’anno scorso. Per questo devo ringraziare il mio allenatore Roberto Bagnoli che (anche se a distanza) mi ha seguito per tutte le gare e gli allenamenti, aiutandomi e correggendomi dove sbagliavo. Entrare nei primi 10 al mondo non sarebbe stato possibile senza l’appoggio di tutte le palestre di Torino, che offrono tutti giorni una varietà di strutture e prese da fare invidia a tutto il mondo. Senza la Sasp, il Bside, il Braccini, il Cus e il BoulderBar non sarei arrivato dove sono adesso. L’aiuto più importante però è quello che ricevo dalla mia squadra, a cui appartengo da 2 anni, le Fiamme Oro della Polizia di Stato che rendono il mio sport e la mia passione la mia vita, permettendomi di scalare e portare in alto il loro nome e quello dell’Italia.

Dopo un po’ di riposo sarò pronto per tornare a scalare, ma per qualche mese solo sulla roccia, dove ho ottenuto altrettanto importanti risultati quest’anno (soprattutto riuscendo a salire il mio primo 9a). Prossima tappa Sperlonga per le vacanze di Natale!



World Cup Perm
01 Ottobre 2013

 Il 28 e 29 settembre si è svolta la quarta tappa di Coppa del Mondo di difficoltà, questa volta nel posto più lontano fino ad ora, a Perm (1400 km a est di Mosca). La trasferta non è stata pesante, a parte il fusorario che non mi ha fatto dormire molto il gioro prima delle qualifiche. Per fortuna le vie erano facili e sono riuscito a concludere con un double top, passando in semifinale come primo (a pari merito con altri 17 atleti!).

La notte della semifinale sono riuscito a dormire un po’ di più, mi sentivo decisamente meglio. Infatti a mia sorpresa riesco a salire la via di semifinale senza problemi e per la prima volta dopo 4 anni di gare raggiungo il top in semifinale di coppa del mondo! Certo la via non era delle più dure, ma comunque solo 9 atleti sono riusciti a chiuderla, aggiudicandosi la finale. Con questa prestazione mi qualifico per la mia seconda finale dell’anno dopo 4 gare (senza contare la finale dei World Games e del Rock master).

Purtroppo la finale non è andata molto bene, ho scalato male la prima parte della via e a metà ero già stanco, non sono riuscito a decontrarre come avrei voluto e sono caduto dopo solo 23 prese, comunque ho concluso all’8° posto! Ecco il video della finale, io parto al minuto 47:00

Adesso si torna a casa ma solo di passaggio, dopo la coppa italia ad Aprica nel week end partirò per l’Asia insieme a Leonardo Gontero per le tappe in Corea e in Cina! 



Rockmaster
14 Settembre 2013
 

 Quest’anno per la prima volta sono stato invitato al Rockmaster nella specialità lead. Arco mi è sempre piaciuta, non vedevo l’ora di partire, così ho deciso di arrivare un giorno prima e guardare le qualifiche del boulder scattando qualche foto. Il giorno dopo è iniziata la gara, la via a vista si è rivelata più dura del previsto e sono comunque passato in finale come 7°. Neanche il tempo di riprendersi un attimo che era già il momento di provare la via lavorata, un bel bastone! Alla sera inizia la finale, il tifo da stadio mi ha tirato un po’ su ma non sono riuscito a recuperare posizioni, comunque ho mantenuto il mio 7°, anche se come sempre si poteva fare qualcosa di più, come prima esperienza al Rockmaster sono contento. L’indomani è l’ora del duello, la strana specialità mix tra difficoltà e velocità.

 La prima sfida pensavo sarebbe stata anche la mia ultima, visto che mi scontravo subito con il vincitore dell’anno scorso Jakob Schubert! E invece a sorpresa, soprattutto mia, sono riuscito a passare il turno per una manciata di centesimi! La seconda sfida, contro Sachi Amma è stata più tranquilla, ho vinto per qualche secondo, ma ormai tutto era diventato possibile e non mi stupivo più di niente. La finale l’ho disputata contro Sean McColl, il più veloce tra gli atleti della difficoltà, ma purtroppo non ho avuto scampo contro di lui, ho fatto qualche errore che mi ha portato a rallentare e non ho potuto correre per la vittoria, ma comunque sono arrivato secondo ed è stata un’esperienza fantastica!



WC Briancon
23 Luglio 2013

 Quando iniziano le gare quest’anno? A luglio, rispondevo sempre, c’è ancora tempo per allenarsi. Di tempo infatti ce n’è stato tanto, 5 mesi di allenamento senza gare internazionali sono tanti. Giorno dopo giorno, il mese delle gare che sembrava non arrivare mai è iniziato, il tempo è volato e le prime gare si sono già concluse. 

Dopo un deludente 4° posto alla Coppa Italia di Lanzada e dopo i Campionati europei conclusi al 16esimo posto, non ho perso le speranze e la motivazione e ho affrontato le sconfitte a testa alta.

La prima gara di coppa del mondo si è tenuta a Briancon, sulla stessa struttura dell’anno scorso. Le vie sono state tracciate corte e molto intense, non lasciano scampo, non si possono fare errori. Infatti, la prima via di qualifica me la gioco male, e non riesco a superare un filtro difficile. La seconda la studio alla perfezione, parto deciso e veloce e arrivo al top, che solo altri 5 avevano raggiunto.

Il giorno dopo è stata disputata la semifinale, un’altra via dritta e intensa, parto deciso come nella seconda qualifica, riesco a superare un filtro che ha fatto cadere anche i più forti, e mi piazzo al 7° posto guadagnandomi la finale, come l’anno scorso a Briancon.

Essere in finale in Francia, vicino a casa, con un pubblico immenso è un’emozione indescrivibile, molti Torinesi sono anche venuti a vedere la finale! Per la seconda volta dopo l’anno scorso, mi sembrava di giocare in casa. Questo mi ha dato tranquillità per la sera, la finale era molto diversa da quelle che avevo già scalato, dritta, nessuna deviazione, molto corta, molto dura. Parto deciso come sempre, riesco a superare il tetto ma purtroppo mi trovo con le mani sbagliate, un errore di lucidità e vengo giù. La posizione rimane per coincidenza la stessa che ho fatto l’anno scorso, ma le sensazioni sono cambiate, questa volta si poteva fare di più!

La prima gara di Coppa del Mondo comunque si conclude molto meglio di quello che mi aspettassi, tornare in finale ha significato molte cose, gli obbiettivi dell’allenamento sono stati centrati, e la possibilità di migliorare è ancora tanta. Il prossimo appuntamento sarà dall’altra parte del globo, in Colombia, dove parteciperò ai World Games!



Melloblocco #10
09 Maggio 2013

All’inizio dell’anno avevo già deciso che nessuna cosa mi avrebbe impedito di partecipare al melloblocco 2013, dopo aver perso molte edizioni a causa di gare, intemperie e impegni vari. Al decimo anniversario del più grande raduno internazionale di boulder non potevo assolutamente mancare, e così è andata. Decido di partire mercoledì mattina, per rimanere 5 giorni, ideali per divertirsi senza rovinarsi troppo la pelle. Alle 6 la sveglia, partenza alle 7, arrivo alle 10, e alle 14 avevo già chiuso tre blocchi di gara. Dopo i due boulder già scoperti e chiusi da qualche scalatore i giorni precedenti (Maschio Dominante e Nona misura naturale), mi dirigo verso Toy Boy, una lunga fessura obliqua, e dopo aver provato tutti i singoli riesco subito a ribaltarmi fuori.

Il secondo giorno è stato molto più solitario, essendo avanti di un blocco rispetto agli altri sono andato in val di mello per provare Pendragon. Dopo un centinaio di tentativi riesco ad agguantare la seconda presa, e  a uscire. Al pomeriggio vado a provare l’unico blocco asciutto che era rimasto in quel giorno, Rastaman, che poi si rivelò il più facile, anche se con un’uscita spaventosa.

 

Il terzo giorno è stato quello più impegnativo, ho passato quasi tutta la giornata su Brown Sugar, il blocco più duro che sono riuscito a fare, poi mi sono spostato velocemente a chiudere Climb for life men, un altro blocco non troppo difficile, risolto in poco più di un quarto d’ora.

Il quarto giorno l’ho dedicato a Vibra Sound, un bellissimo boulder di schiaffi su piatti, molto fisico, dopo essere caduto tre volte alla fine, finalmente sono riuscito a ribaltarmi, anche se mi sono giocato la pelle e gli avambracci. Dopo 4 giorni di scalata sono riuscito a risolvere 8 dei 12 problemi, ma contando che 3 blocchi erano improponibili da provare in così pochi giorni, mi rimaneva ancora un blocco da provare, Astroboy.

Così, la mattina della domenica mi sono diretto ai Bagni per provare l’ultimo blocco in programma. Dopo vari tentativi ho capito che si poteva fare, ma non quel giorno. La domenica all’1 del pomeriggio mi sono arreso al blocco, ero troppo stanco per chiuderlo. Dopo aver chiuso 8 blocchi a denti stretti, per la prima volta mi sono accontentato di ciò che avevo fatto nei giorni precedenti.

Alle 16 sono cominciate le premiazioni, anche se sapevo già di aver chiuso 2 blocchi più degli altri, mi sono commosso all’idea di essere paragonato ai “vincitori” degli anni precedenti, soprattutto a Mauro Calibani, infatti mi è stato suggerito di lanciare la maglietta come faceva lui negli anni precedenti.

Mi sono divertito tutti e 

5 i giorni, e sono contento di come sia andata, soprattutto perché sapevo cosa volevo prima di partire, e la motivazione che ci ho messo nello scalare i blocchi di gara mi ha dato la forza per continuare, nonostante mi sarei potuto accontentare di molto meno, risparmiandomi la fatica e il dolore alla pelle. 



 

 



Vacanze spagnole!
07 Gennaio 2013

 Come deciso molto tempo fa, le vacanze di natale le abbiamo passate nel posto più caldo e frequentato dagli arrampicatori di tutto il mondo: la Spagna! Siamo partiti da Torino il giorno di Natale e il giorno dopo eravamo già a Siurana a tirar prese e prenderci tante mazzate. Mi ci sono volti 3 giorni per ambientarmi e cominciare a ingranare la roccia spagnola, 2 giorni a Siurana e uno a Margalef. Dopo una visita veloce di Barcellona nel giorno di riposo, il quarto giorno di scalata finalmente arrivano i primi risultati, dopo aver chiuso “Transilvania” 8a (che avevo fallito a vista), lo stesso giorno riesco a chiudere l’8b “El ball del triceps” al secondo giro, dopo essere caduto all’ultimo passo duro nel tentativo flash! Lo stesso giorno sono riuscito a salire anche Braguetasso a vista, un bellissimo 8a+ con una sezione intensa all’inizio. Il giorno dopo abbiamo deciso di tornare nello stesso settore, Espadelles, dove sono riuscito a lavorare e chiudere una variante de “Los ultimos vampiros hipis”, 8b+ intenso nella prima parte, che mi ha tolto l’ultimo strato di pelle. Il giorno dopo infatti lo abbiamo dedicato alla visita di Tarragona, riposando pelle, muscoli e mente.

Decidiamo quindi di tornare a Siurana, nel settore Can piqui pugui, ma anche lì prendiamo solo mazzate e finalmente capisco che la roccia di Siurana non fa per me, così il giorno dopo ritorniamo a Margalef, ma nel settore Laboratori. Le sensazioni sono senz’altro migliori, in questa giornata ho chiuso il mio primo 8b a vista: Photo-shot! E nello stesso giorno salgo anche la via più corta che abbia mai fatto, “La bombi”, ex 8b diventato 8a+ secondo me dopo la rottura di una presa; la via è lunga 10 metri (lunga si fa per dire) e consiste in 4 movimenti duri, separati da 4 spit in tutto. Il giorno dopo abbiamo riposato e visitato un po’ meglio Barcellona. Il giorno prima della partenza lo passiamo a Monsant, una falesia con vie lunghissime, fino a 50 metri, a buchi come Margalef, anche se un bel po’ più grossi. La giornata a Monsant è stata molto significativa, nessun resting quel giorno, dopo essermi scaldato su un 7a e un 7c, ho chiuso a vista “La mosca collonera” 8a. Poi decido di provare Falconeti, un 8a+ di 25 metri che diventa 8b+ se continui fino in cima per altri 20 metri. Dopo essere arrivato in catena al primo tiro decido di provare a salire, le prese sono buone la ghisa dopo tutti quei metri fa sentire la sua presenza. Con un po’ di fatica riesco ad arrivare fino in cima, chiudendo il mio primo 8b+ a vista! Quando arrivo in catena realizzo che avevo appena salito un tiro di 45 metri con una corda da 80: qualcosa non andava. Per poter scendere sano e salvo a terra sono sceso staccando i rinvii e volando fino al successivo e una volta calato sono finalmente arrivato in mezzo ai rovi.

Dopo un’ora di riposo parto su un altro 8b+, L-mens, che ho trovato più duro, ma che sono riuscito a conquistare a vista!

 

Torniamo a Cornudella (la nostra base) distrutti e doloranti, il giorno dopo andiamo di nuovo al Laboratori, ma il caldo e il dolore alla pelle ci impedisce di scalare, così ci facciamo degli scatti sul tiro più in placca della spagna, direi quasi orizzontale: l’ultimo giorno ci siamo divertiti così…

La vacanza è finita, si torna a casa a tirare plastica e a tracciare la prima tappa del TCC, e dopo un po’ di riposo ricomincerò ad allenarmi come si deve…

 



Fine stagione
21 Novembre 2012

 Si è conclusa la stagione con le ultime tre gare, delle quali faccio solo un breve riassunto per non annoiare: dopo il tuor dell’Asia si è svolto il Campionato europeo giovanile, ho concluso con un bronzo anche se so che vincere non era impossibile. una settimana dopo ho vinto l’ultima tappa di coppa Italia, portandomi a casa il circuito finale per il terzo anno di seguito!

 L’ultima gara di coppa del mondo non ha riservato sorprese, 15° dopo essere caduto su un passaggio di blocco, ma grazie a questo risultato ho recuperato una posizione nella classifica generale.

A stagione finita posso fare qualche considerazione su quest’anno di gare, rivelatosi a sorpresa l’anno con più soddisfazioni. Dal punto di vista giovanile si poteva fare meglio, ma non era di sicuro l’obbiettivo primario, infatti ho selezionato bene le gare a cui partecipare: dopo aver vinto il campionato giovanile italiano, ho sbagliato il campionato mondiale e sono arrivato terzo al campionato europeo. 

I risultati in Italia non sono mai stati così belli, a partire dalla mia prima vittoria al campionato Italiano Lead (dopo 2 anni che ci provavo), per finire alla vittoria della coppa Italia sia di boulder che di difficoltà (per la seconda volta dopo il 2010). La sorpresa più grande l’ha riservata la coppa del mondo: anche se sapevo di aver puntato maggiormente a queste gare, non mi sarei mai aspettato un risultato come quello ottenuto. 

L’anno scorso la mia migliore posizione era il 17° posto di Briancon, questanno il 17° posto di Inzai è stata la peggiore delle 8 gare di coppa! Mediamente quando la mia forma non era la massima sono riuscito a rimanere nelle prime 15 posizioni, ottenendo un 15° a Kranj, 13° a chamonix, 12° a imst, 11° a Puurs. La scoperta più incredibile di quest’anno è che quando sono veramente in forma ho la possibilità di giocarmela con i primi al mondo, infatti nelle gare migliori sono entrato in finale e sono arrivato 8° a Mokpo, 6° a Briancon e 3° a Xining! 

Quando all’inizio dell’anno ho iniziato ad allenarmi ero molto motivato, ma non avrei mai immaginato di fare tutte le semifinali, tre finali e un podio. Alla fine sono arrivato 10° in Coppa del Mondo, senza aver partecipato alla gara di Atlanta, a un solo punto dal 9°.Entrare nei primi dieci era un obbiettivo dell’anno, e sono contento di essere riuscito a raggiungere i 10 più forti del mondo. 

Questi risultati sono stati possibili grazie almio impegno, ma soprattutto all'aiuto di molte persone che mi hanno seguito e supportato (anche sopportato!) e che hanno creduto in me fin dall'inizio. Vorrei ringraziare: 

  • La mia squadra, il G.S.Fiamme Oro che da quest'anno mi ha permesso di svolgere questa fantastica attività a tempo pieno, per me è un grande onore essere nel gruppo sportivo della Polizia.
  • Andrea Branca, che mi ha seguito all'inizio dell'anno e che non l'ho mai ringraziato abbastanza, e Roberto Bagnoli, il mio allenatore che , anche se ha distanza, ha seguito tutte le mie gare, con lui si è instaurata una collaborazione continua e direi più che efficace.
  • Federica e Claudia, le mie compagne di allenamentoe tracciatrici di circuiti, senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa.
  • I miei genitori e i miei parenti, capaci di seguirmi dall'altra parte del mondo (e non è un modo di dire) per farmi il tifo.
  • Il CT della nazionale Marco Ronchi, senza di lui che ha insistito per mandarci in Asia non sarebbe stato possibile entrare nei primi dieci di coppa del mondo
  • Tutti i ragazzi delle palestre di Torino, la Sasp, il Bside e il Braccini che mi permettono di allenarmi in un ambiente sereno.

Dopo avere rigraziato tutti mi sono reso conto che sembra come se fosse la fine della mia carriera, in realtà è solo l'inizio, questo era il mio primo anno da professionista e spero ce ne saranno ancora molti. Adesso mi aspetta un po’ di riposo, poi mi dedicherò per un mesetto alla roccia, ma di questo parlerò più avanti…



Tour asiatico
06 Novembre 2012

Vista la possibilità di entrare nei primi 10 nella classifica di Coppa del mondo, quest’anno finalmente la federazione ha deciso di mandarci in Asia per le tre gare in Cina, Corea e Giappone. Così il 10 di ottobre io Jenny e Leonardo partiamo dall’Italia per un altro continente, pronti a gareggiare e girovagare tra gli stati asiatici. Dopo il lungo viaggio arriviamo in Cina, a Xining, un posto sperduto nella provincia di Quingai. Neanche il tempo di riprenderci dal fusorario che dobbiamo già gareggiare: la struttura si trovava a 2500 metri sopra il livello del mare, le temperature al mattino erano talmente basse che ho dovuto gareggiare con la maglia termica sotto la canottiera. Le qualifiche passano in fretta e il giorno dopo tocca alla semifinale. Arrivato a un filtro difficile verso la fine della via, cado appena dopo averlo superato, e mi qualifico per la finale come 7°. Ero già soddisfatto del mio risultato poiché come obbiettivo da queste gare mi aspettavo almeno una finale, ed era arrivata già alla prima gara. Anche se contento della mia prestazione, non volevo accontentarmi e sapevo di poter migliorare durante la finale. Essendo arrivato 7° in semifinale dovevo partire per secondo, dopo il coreano Min. La via sembrava intensa, sotto un grande strapiombo quasi orizzontale, scalando velocemente ho raggiunto l’uscita del tetto tenendo la presa appena fuori.

 Non sapevo se la mia prestazione mi avrebbe portato o meno a migliorare in classifica, ero già davanti a Min ma mancavano ancora 6 finalisti. Uno dopo l’altro, altri tre cadono più in basso di me, lasciandomi sorpreso. Solo Mccol e Verhoven salgono più in alto. L’ultimo a partire era Schubert, ero certo che sarebbe salito lasciandomi ai piedi del podio, ma ero comunque felice perché un quarto posto sarebbe comunque stato il mio migliore risultato. E invece no. Schubert con grande sorpresa cade una presa prima di me, e così facendo non mi rendevo neanche conto di essere terzo. “Incredibile, non può essere…” pensavo, e invece ero proprio terzo, avevo vinto la mia prima medaglia in coppa del mondo. L’emozione è stata fortissima e salire sul podio è stata una delle cose più belle che ricordo.

Felice del mio risultato inaspettato, non ho avuto neanche un giorno per festeggiare che già eravamo su un aereo per la Corea. Dopo una settimana di allenamenti a Seoul ero motivato per ripetere la prestazione cinese. Le qualifiche di Mokpo hanno confermato il mio stato di forma, 6° in totale, e la semifinale ancora una volta mi ha permesso di entrare in finale come 6°. Questa volta sono stato più sfortunato, la via di finale (la mia terza finale della stagione) era un boulder che non permetteva errori, e purtroppo sono caduto poco prima degli altri, ma comunque sono contento di essere entrato facilmente nei primi 8.

Dopo due settimane in asia, tra pasti cinesi e strane abitudini cominciavo a sentirmi stanco, già sentivo la fatica durante gli allenamenti nelle palestre di Tokio, La gara a Inzai ha mostrato la mia profonda stanchezza e debolezza, dopo le brutte qualifiche in cui sono riuscito a passare per poco in semifinale, sono riuscito a recuperare qualche posizione durante la semifinale, ottenendo un discreto 17° posto. L’inevitabile calo di forma è stato determinato dall’alimentazione irregolare durante i giorni precedenti, e anche durante il giorno della gara. Dopo tre settimane in giro per il mondo anche il cervello ha mostrato i segni della stanchezza, avevo bisogno di riacquisire le abitudini italiane per poter tornare in forma.

Nonostante questo ultimo neo, sono contento di come sia andata la trasferta, finalmente l’Italia è tornata in finale e la bandiera tricolore ha sventolato sul podio molti anni dopo Flavio Crespi. Questi risultati mi hanno dato molta fiducia,sia per la fine della stagione che per la prossima, in cui spero di migliorare ancora.



Ultime news
05 Ottobre 2012

Finalmente, dopo due intensi mesi, trovo il tempo di aggiornare il sito con le mie ultime avventure. Ad agosto sono partito per stare un mese in Austria, in occasione della Coppa del mondo a Imst. Dopo la gara ci siamo fermati fino alla fine del mese per allenarci al Tivoli (Innsbruck), poi siamo andati a Verona per la seconda gara di Coppa Italia e siamo partiti il giorno dopo per Singapore. Al ritorno, dopo qualche giorno di rest è iniziato subito il Mondiale a Parigi,e senza aver tempo di respirare c’è stata la Coppa del mondo a Puurs (Belgio) e la terza prova di Coppa Italia a Padova.Le gare in cui vado meglio sono di sicuro quelle di Coppa del mondo, riesco a esprimere bene il mio potenziale anche se vorrei sempre fare di meglio. Alla fine rientro sempre nelle stesse posizioni, a Imst 12° e a Puurs 11°, appena dopo i finalisti! Adesso nella classifica totale sono 13° perché purtroppo ho saltato la gara di Atlanta, spero che il prossimo anno la Federazione abbia la possibilità di mandarci a fare qualche tappa americana.

Purtroppo i mondiali giovanili a Singapore sono andati molto male, dopo essere entrato come 1° dalle qualifiche, in semifinale un errore mi ha messo fuori gioco e non passando in finale non ho potuto competere per il titolo. È un vero peccato aver sbagliato questa gara perché sono all’ultimo anno dei giovanili, quindi non potrò più vincere un mondiale junior…


Ma è inutile piangere ormai, le gare sono ancora tante, subito dopo è cominciato alla grande il mondiale assoluto a Parigi: inaspettatamente sono passato in semifinale boulder come 7° e in difficoltà come 9°, purtroppo la stanchezza dovuta alle gare si è fatta sentire e ho concluso entrambe le gare come 16°. Il miglio risultato è arrivato in combinata, 4° a pochissimi punti dal terzo.

Le ultime gare di Coppa Italia hanno ribaltato la classifica, dopo aver vinto a Verona e a Padova mi trovo in prima posizione, ma io e Checco Vettorata ci giocheremo la vittoria nell’ultima tappa a Premana.

Altre gare in programma sono il Campionato italiano (domani) e poi si parte per i tour asiatico Cina – Corea – Giappone, poi i campionati Europei giovanili e infine l’ultima coppa del mondo in Slovenia!



Chamonix + Briancon
24 Luglio 2012

 Sei mesi di allenamenti sono passati come un lampo, e senza neanche rendersi conto è arrivato luglio, il mese in cui inizia la stagione di difficoltà. I primi appuntamenti di quest’anno sono in Francia, Chamonix e Briancon, una tappa di seguito all’altra senza un attimo di respiro. Prima affrontare le due gare la nazionale è stata convocata in raduno a Verona, dove grazie alle parole di Marco Ronchi (e anche ai suoi cazziatoni) siamo riusciti a trovare la motivazione giusta da tenere in gara.

Chamonix è sempre una gara impegnativa, forse la più difficile perché partecipano tutti i più forti e di solito arrivano molto in forma. Il primo impatto dell’anno in coppa del mondo è sempre un’incognita, sono sempre arrivato oltre la trentesima posizione e, pur avendo una grande fiducia nell’allenamento svolto quest’anno, non sapevo cosa aspettarmi dai miei avversari. Il primo responso è stato positivo, molti degli avversari  sembravano meno in forma del solito, ma in realtà la vera differenza l’abbiamo fatta noi italiani. Siamo riusciti a entrare in 3 uomini e una donna in semifinale, facendo concorrenza alle nazioni che gli anni scorsi sembravano irraggiungibili. La semifinale era più un blocco che una via, riesco a strappare un ottimo tredicesimo posto, ma ancora lontano dalla finale. Così si è conclusa Chamonix e siamo tornati a Torino, dove ho sperimentato nuove ed efficaci tecniche di allenamento per chi, come me, non sa usare i piedi. 

Un ultimo saluto al braccini e si riparte per Briancon per quella che si rivelerà una gara piena di sorprese. Le qualifiche si dimostrano estreme, forse le più intense mai fatte, ma riesco comunque a entrare comodamente in semifinale come 12°. 

L’obbiettivo, come nella gara precedente, è quello di entrare a tutti i costi in finale, ma a differenza di Chamonix questa volta non mi sono accontentato di un tredicesimo posto. Dopo attimi di attesa snervante dell’uscita delle classifiche realizzo che questa volta ce l’avevo fatta, sono passato in finale! Sembrava incredibile, io che fino all’anno scorso faticavo a entrare nei primi 26, ero riuscito a strappare per la prima volta una vera finale. Certo sono entrato come 8°, per una presa tenuta in più che mi ha salvato, ma c’ero, questa volta la finale non l’avrei vista da seduto, ma l’avrei vissuta. Il grande spettacolo organizzato a Briancon ha attirato un sacco di persone a vedere la gara, anche amici di Torino che mi hanno fatto sentire a casa, tranquillo e determinato. Non avevo niente da perdere, ero concentrato e il mio obbiettivo era fare una bella finale. La mia determinazione è stata premiata, la lunga via di finale ha sconfitto due finalisti (tra cui il campione del mondo Ramon) prima di tirare giù me, e sono ancora riuscito a guadagnare 2 posizioni, concludendo con il mio migliore piazzamento in coppa del mondo: 6°!! Non posso ancora rendermi conto di essere riuscito a centrare un obbiettivo che sembrava così lontano, e invece è arrivato. Adesso sono ancora più motivato di prima, ho la certezza che i miei ingranaggi stanno funzionando alla perfezione e che la finale è alla mia portata. Mi rendo conto però che c’è ancora tanto lavoro da fare, non sarò mai completamente soddisfatto finché anche solo uno al mondo sarà più forte di me. Adesso è il momento di faticare, allenarsi per confermare e migliorare questo stato di forma, che sento ancora lontano dal mio 100%.

Finite le prime due tappe di coppa del mondo partirò per un training trip passando per Bolzano, Verona, Innsbruck e Imst, dove si terrà la terza prova di coppa del mondo. A fine agosto volerò fino a Singapore ai campionati mondiali giovanili, gli ultimi della mia vita, e anche per questo non mi accontenterò neanche di una medaglia d’argento.



Si riparte!
09 Luglio 2012

Finalmente, dopo mesi di silenzio, il mio sito torna a parlare! Superati gli impegni da maturandi ho trovato il tempo di scrivere qualcosa sugli ultimi eventi, l’inizio delle gare e qualche piccola soddisfazione su roccia.

Gli ultimi mesi sono volati, le prime gare importanti sono alle porte e altre si sono già concluse. La prima occasione di ripresentarmi a competere è stata fine maggio con il Campionato Giovanile ad Arco: quest’anno ho deciso di abbandonare la velocità e dedicarmi meglio alla corda e al boulder come seconda scelta. Dopo due dure qualifiche riesco a vincere la difficoltà chiudendo la lunghissima via di finale. Il Boulder come sempre riesce a cogliere i miei migliori difetti, e mi sono accontentato di un terzo posto.

La prima tappa di Coppa Italia difficoltà non è andata come speravo, forse ero poco concentrato, ma di sicuro potevo andare meglio, anche in questo caso ho conquistato il terzo posto con amarezza.

Tutta un’altra storia invece la coppa Italia di boulder di cui si sono disputate 4 prove su 5, ma la classifica è già ben definita: dopo il secondo posto di Milano, il primo ad Ivrea, il terzo a Firenze e la vittoria a Gressoney (la mia prima vittoria in finale di boulder, poiché a Ivrea non si era svolta), ho già vinto la classifica finale della coppa Italia, con una gara di anticipo!

Adesso però è il momento di concentrarsi sulla difficoltà, le gare più importati e più difficili iniziano ora, Chamonix e Briancon decideranno la classifica provvisoria di coppa del mondo e di conseguenza la presenza nelle gare future. Altri appuntamenti importanti saranno a settembre, con il Campionato mondiale giovanile a Singapore e il campionato mondiale a Parigi.



Stefano Ghisolfi winter showreel - Episode 1
28 Gennaio 2012



Un altro pianeta!
06 Gennaio 2012
Nell’ultimo periodo ho dedicato il mio tempo a scalare i massi più difficili e famosi del Piemonte e della Liguria e i risultati non si sono fatti mancare! Dopo il mio primo 8b, “Scheletri nell’armadio”, ho capito di avere la stoffa del boulderista e ho deciso di testare la mia nuova passione per i blocchi a Varazze. Il primo giorno mi trovo subito a mio agio, cado al primo giro all’ultima presa di Raptor 8a+, e lo chiudo al secondo. Subito dopo riesco a uscire su Want you bad 7c+ senza troppe difficoltà. Il blocco più bello è stato sicuramente Gioia stand 8b: dopo un primo tentativo caduto all’incrocio, provo i singoli mancati e riparto e chiudo il boulder al terzo giro. Subito dopo chiudo anche Excalibur sit (8a)che avevo già provato ad aprile e non ero riuscito a ribaltarmi. Chiudo i crash e mi sposto sotto Alphacentaury per provare la parte sit (8b): dopo aver capito la partenza riesco con fatica a chiudere il blocco, provandolo per almeno 5 volte. Alla fine della giornata riesco a portarmi a casa anche Gandalf 8a, l’ultima parte di Gandalf il grigio. Dopo una giornata con la corda finita con niente di concluso, torno a Varazze per provare Gandalf il grigio, un traverso di 8b+ che finisce sul blocco di 8a. Dopo aver provato i singoli e acquisito un metodo preciso, parto convinto di chiuderlo e cado all’incrocio, praticamente l’ultima presa. Dopo essere caduto altre 3 volte nello stesso punto faccio una pausa pranzo e poi riparto, e finalmente esco sul mio primo 8b+ bloc, ringraziando Lore Fornaro per il tifo e il video.