Stefano Ghisolfi winter showreel - Episode 1
28 Gennaio 2012



Un altro pianeta!
06 Gennaio 2012
Nell’ultimo periodo ho dedicato il mio tempo a scalare i massi più difficili e famosi del Piemonte e della Liguria e i risultati non si sono fatti mancare! Dopo il mio primo 8b, “Scheletri nell’armadio”, ho capito di avere la stoffa del boulderista e ho deciso di testare la mia nuova passione per i blocchi a Varazze. Il primo giorno mi trovo subito a mio agio, cado al primo giro all’ultima presa di Raptor 8a+, e lo chiudo al secondo. Subito dopo riesco a uscire su Want you bad 7c+ senza troppe difficoltà. Il blocco più bello è stato sicuramente Gioia stand 8b: dopo un primo tentativo caduto all’incrocio, provo i singoli mancati e riparto e chiudo il boulder al terzo giro. Subito dopo chiudo anche Excalibur sit (8a)che avevo già provato ad aprile e non ero riuscito a ribaltarmi. Chiudo i crash e mi sposto sotto Alphacentaury per provare la parte sit (8b): dopo aver capito la partenza riesco con fatica a chiudere il blocco, provandolo per almeno 5 volte. Alla fine della giornata riesco a portarmi a casa anche Gandalf 8a, l’ultima parte di Gandalf il grigio. Dopo una giornata con la corda finita con niente di concluso, torno a Varazze per provare Gandalf il grigio, un traverso di 8b+ che finisce sul blocco di 8a. Dopo aver provato i singoli e acquisito un metodo preciso, parto convinto di chiuderlo e cado all’incrocio, praticamente l’ultima presa. Dopo essere caduto altre 3 volte nello stesso punto faccio una pausa pranzo e poi riparto, e finalmente esco sul mio primo 8b+ bloc, ringraziando Lore Fornaro per il tifo e il video.



Boulder Time!
30 Dicembre 2011

La stagione delle gare è finita e nell'ultimo mese dell'anno ci si può dedicare alla falesia e ai boulder! Quest'anno la destinazione è stata la valle di Susa, con i suoi massi erratici e le vie vicino a casa. Come primo obbiettivo ho scelto Icaro: primo blocco di 8a italiano aperto da Marzio Nardi e ripetuto solo da pochi climber. La linea l'ho subito trovata adatta a me, tranne per l'ultimo passaggio dove ho preferto un tallonaggio alla famosa super-lolotte. Sullo stesso masso ho chiuso anche la variante a destra di Icaro (7c) e un blocco di 7b+ flash senza nome che mi è sembrato logico chiamare Dedalo, perchè è proprio di fianco all'8a. Rimane ancora da chiudere la variante a sinistra, 7c+ liberato sempre da Marzio, e ho scoperto anche un possibile traverso che si ricongiunge alla partenza di Icaro, molto duro ma con un pò di lavoro si può fare.

Il secondo masso che ho visitato è stato quello di Rosta e dopo aver chiuso il Traverso Leoncini e Ballantines (entrambi 7c) ho provato i due boulder liberati da Gabri Moroni: Scheletri nell’armadio (8a+/b) e Le verità nascoste (7c+/8a). I blocchi hanno la stessa partenza, che sono riuscito a fare in un giorno, e mi ci è voluto un altro giorno di lavoro per unire le parti finali, ma con grande soddisfazione sono riuscito a salire entrambi i blocchi.

Anche se ho dedicato più tempo sui boulder, non ho abbandonato la falesia: sono andata 2 volte a Campambiardo portandomi a casa Potere di Chinatown e Quarto potere (8a+ e 8b) in pochi giri, e ho provato una variante ancora da liberare che sale diretta, intorno all’8b+, arrivando vicino alla conclusione.

Il mio prossimo obbiettivo è a Trana, Navigator, un lungo traverso che gira intorno a tutto il masso, gradato 8a+. Tutti questi blocchi andranno presto a fare parte di un bel video su cui stiamo lavorando io e Andrea Cossu, in cui ci sarà anche una breve sessione di lanci al Mombracco.

 



Campionato Italiano Lead
07 Dicembre 2011
Sabato 3 dicembre i migliori arrampicatori italiani si sono sfidati sulla struttura di Aprica per giocarsi il titolo italiano più ambito di sempre. La gara a numero chiuso non ha ospitato meno partecipanti del solito, solo 18 uomini e 12 donne. Le qualifiche si sono svolte il sabato mattina, una facile via a vista che ben 7 concorrenti sono riusciti a chiudere. L’isolamento per la finale ha chiuso alle 19 e alle 20 è iniziata la gara. La via si sviluppava sulla parete strapiombante e si concludeva sul lungo tetto, a zigzag tra i grandi volumi colorati. Dopo che tutti i finalisti prima di me sono partiti, è arrivato il mio turno. Una piccola ricognizione prima di partire e poi inizio la mia gara. La tensione non mia ha permesso di scalare al meglio, ma dopo qualche scrollata di braccia sono arrivato al punto cruciale della via. Troppo stanco per andare avanti, ho cercato di toccare la presa numero 40, lottando contro l’acido lattico fino all’ultimo. Quando scendo dalla via scopro di essere arrivato secondo, dietro Marcello. Di sicuro il mio obbiettivo era una medaglia d’oro, ma ho dato il massimo in gara e sono soddisfatto del mio risultato, coronamento di una stagione piena di vittorie, e grazie a questa prestazione ho conquistato il titolo italiano in combinata. Con questa gara si sono concluse le competizioni del 2011, che posso giudicare pienamente positiva. I risultati che ho ottenuto in campo internazionale hanno riconfermato la stagione 2010.
Non mi resta che guardare in avanti al 2012, mi aspetteranno continue sfide in Italia e all’estero, ma a differenza di quest’anno sarò nel gruppo sportivo Fiamme Oro. La fortuna di essere entrato nella squadra della Polizia mi permetterà di dedicarmi al 100% all’arrampicata e migliorare sempre di più le mie caratteristiche sia nella difficoltà che nelle altre specialità, avendo la responsabilità di portare onore alle Fiamme Oro come ha fatto e continua a fare Christian Core.
Adesso è il momento di dedicarsi alla falesia… Let’s go climbing!


Campionato Italiano Boulder e Speed
01 Novembre 2011
Un altro week end di gare è terminato, questa volta si è disputato il Campionato Italiano di boulder e velocità dentro la fiera Skipass di Modena. I 30 climbers più forti d’Italia si sono sfidati sul muro nero dell’Import Climbing, con la formula di gara 4 blocchi 4 minuti senza la possibilità di fare errori. Parte bene la prima fase di gara per la Sasp, con 2 uomini e una donna qualificati per la finale: io e Silvio Reffo e Claudia chiudiamo tutti e 4 i blocchi. In finale i boulder cambiano completamente stile, le prese spariscono e al loro posto vengono montati solo volumi, grandi e piccoli ma tutti scivolosi. Dopo i primi 2 problemi la gara era già decisa, io chiudo al sesto posto e Silvio al quinto. Grande è la sorpresa per Claudia che esce vincitrice dalla finale di blocchi.
La gara di velocità del giorno dopo ha preso una piega inaspettata per tutti i concorrenti, dopo essermi qualificato come quarto riesco a risalire la classifica grazie a una serie di fortunati eventi: la sfida con Gianluca Sirotti si conclude purtroppo ancora prima di iniziare, a causa della tensione forse, il mio avversario viene eliminato per aver fatto 2 false partenze. La sfida successiva sono contro Leonardo Gontero, avversario imbattibile nella speed, che però non preme il pulsante e mi porta in finale contro Alessandro Santoni. Forse lo scarso allenamento in velocità che ho fatto in questo mese mi ha fatto pagare tutto nella finale, per una distrazione e un piede che ha mancato una presa ho lasciato la meritata vittoria ad Alessandro, senza potermi lamentare dell’ottimo risultato ottenuto nella specialità in cui ho dedicato meno tempo. Mia sorella Claudia stupisce di nuovo tutti risalendo la Classifica dalla sesta posizione fino a vincere il suo secondo Campionati Italiano in 2 giorni!
Adesso è il momento di concentrarsi sulla difficoltà, ancora un mese di gare internazionali mi aspetta, una Coppa Europa da vincere e infine il Campionato Italiano all’inizio di dicembre.


Finale ad Amman!
23 Ottobre 2011
Il 20 e 21 ottobre si è svolta la settima tappa della Coppa del Mondo di difficoltà. La competizione si è tenuta ad Amman (Giordania), prima città del medio oriente ad ospitare una gara internazionale. I partecipanti non erano in gran numero (16 uomini e 14 donne), ma naturalmente i primi nel worldranking erano presenti per giocarsi la Coppa. Questa volta c’eravamo anche noi, Team Italy ridotto al minimo, io e Jenny e il coach Carlo Beltrame.
Così, arrivati in Giordania e passato qualche metal detector per entrare in hotel, abbiamo iniziato bene la nostra gara: due top su due in qualifica, con un totale di 10 uomini e 10 donne capaci di chiudere entrambe le vie, non molto difficili ma essendo placche delicate non bisognava perdere la concentrazione. Il giorno dopo si cambia parete, le semifinali sono state tracciate sulla parete grigia lavorata, con una parte di placca e qualche tetto da metà in poi. La via non sembrava durissima, e forse proprio per questo è stata sottovalutata da tutti. Io sono partito come settimo, scalato senza troppi problemi la placca arrivo al passaggio chiave, con un dinamico cerco di fissare un piatto arancione ma cado ancora fresco. Con mio grande stupore solo 2 uomini riescono a superare il filtro: Jakob Schubert e Gautier Supper. Cinque climber, compreso me, passano in finale come terzi parimerito!
Tempo di tornare in albergo a mangiare e ripartire per la struttura che è già ora della finale. La mia prima finale di Coppa del Mondo, sembrava incredibile ma questa volta c’ero anche io tra i primi, l’emozione era fortissima ma non ero agitato, non avevo niente da perdere. La finale inizia la sera, parto come secondo: superata la placca iniziale arrivo a metà struttura già stanco, e cado sfiorando un bordo svaso della struttura. Concludo la mia gara al sesto posto, la mia migliore posizione in Coppa del Mondo di sempre!
E’ vero che i partecipanti a questa gara non erano molti e qualcuno di forte mancava, ma invece di guardare chi non c’era giudico la mia prestazione in base ai partecipanti presenti e quelli che ho battuto, tra cui quattro fortissimi climber che si sono posizionati alla mie spalle: Supper, caduto in finale, Lechner, Min e Marin che non hanno passato il turno di semifinale. Ottima anche la prestazione di Jenny Lavarda che dopo aver chiuso la semifinale si piazza settima.


La Sasp vince ancora!
26 Settembre 2011

Un altro week-end di vittorie per la squadra sasp che questa volta ha debuttato in due specialità. Sabato si è svolta la terza tappa della Coppa Italia di difficoltà a Prato della Valle (Padova). Ben 33 i partecipanti maschili e solo 10 le donne. Dopo le qualifiche del mattino, le semifinali hanno avuto luogo sotto il sole cuocente, tanto che per la prima volta in vita mia ho scalato con gli occhiali de sole! Forse per il caldo o forse per il lungo isolamento la mia prestazione si interrompe in un passaggio difficile che hanno superato solo 3 partecipanti, e mi qualifico in finale come quarto. Dopo la finale femminile la via degli uomini occupava tutta la parete e percorreva in negativo una parte dello strapiombo e dopo un orologio di prese si raggiungeva la catena. La finale si è giocata in condizioni migliori, di sera l’aderenza è migliorata di molto, ma alcuni dei finalisti si sono fidati troppo della parete che ha tradito molte scarpette e fatto cadere anche chi meritava di salire più in alto. Dopo 40 movimenti sono caduto all’uscita finale e ho vinto davanti a Silvio Reffo e Marcello Bombardi. Claudia è arrivata quinta dopo una bella finale. Il giorno dopo, a Bolzano, Federica ha vinto la terza tappa di Coppa Italia velocità, salendo in prima posizione nella classifica provvisoria.

 



Italian Domination!
12 Settembre 2011
Sabato 10 e domenica 11 settembre si è svolta la prima tappa della Coppa Europa Giovanile di Boulder a Merano. Per la prima volta in assoluto il boulder entra nelle competizioni internazionali giovanili dopo anni di attesa ed è subito un grande successo per l’Italia. Nonostante fosse la prima gara i partecipanti sono molti, quasi trenta per categoria e convocati quasi 6 italiani in ogni categoria poiché l’Italia è nazione ospitante. La mia categoria, la Juniors Male contava ben 25 partecipanti e non manca nessuno dei più forti. Le qualifiche si sono svolte a raduno su 12 blocchi, con un massimo di 5 tentativi per boulder. Questa nuova formula mai usata in gara ha messo un po’ d’ansia, il tempo non era di certo troppo e i tentativi contati hanno messo un po’ d’agitazione. Per l’Italia si è dimostrato subito un successo il primo turno di gara: 11 finalisti in totale, un grande numero contando che hanno accesso alla finale solo i primi sei, e non i primi dieci come nella difficoltà. Io mi qualifico come terzo con 11 blocchi su 12, purtroppo l’unico italiano di categoria, dopo di me si è piazzato Niccolò Ceria al nono posto a un soffio dalla finale. I favoriti Jan Hojer e Francois Kaiser (che hanno ottenuto i migliori risultati nelle tappe di Coppa del Mondo)passano in finale rispettivamente come primo e quinto.  La finale comincia la domenica mattina, i qualificati si sono sfidati su quattro problemi proposti dai tracciatori in stile “a vista”. Il primo boulder si dimostra semplice, tutti raggiungono il top in pochi tentativi, mentre il secondo viene chiuso solo da Max Rudiger, da Kaiser e all’ultimo tentativo riesco anche io ad agguantare la presa del top. Il terzo boulder si presenta su un muro verticale, solo L’austriaco Rudiger riesce a raggiungere il top, staccando gli altri avversari in classifica. Sull’ultimo boulder comincio a sentire la stanchezza del giorno prima e riesco ad aggiudicarmi solamente la zona. Dopo un ricorso finalmente esce la classifica che mi vede al terzo posto inaspettato dietro Rudiger e Kaiser. Di sicuro il boulder non è la mia specialità, ma ciononostante sono riuscito a fare una grande gara, pur non allenandomi in questa specialità da alcuni mesi per via delle numerose gare di difficoltà precedenti. La mia medaglia di bronzo si è aggiunta alla collezione delle altre sei medaglie italiane: oro per Annalisa De Marco, argento per Alexandra Ladurner, Michael Piccolruaz e Giada Zampa, e bronzo per me, Andrea Ebner e Anna Gislimberti. Grazie a questi risultati l’Italia si aggiudica il secondo posto nella classifica delle squadre e si conferma come una delle migliori nazioni della gara, pronta per ottenere gli stessi se non migliori risultati alla tappa successiva di Monaco, la prossima settimana.

 FOTO

CLASSIFICHE

 

 



Medaglia di bronzo ai mondiali
31 Agosto 2011

Giovedì 25 agosto sono iniziati i Campionati Mondiali Giovanili nella città austriaca di Imst. Più di 50 nazioni e 700 atleti si sono sfidati sulla struttura esterna nelle discipline della difficoltà e della velocità. La gara ha inizio il primo giorno con una via di qualifica di difficoltà: 64 partecipanti nella mia categoria, molti europei ma anche atleti d’oltreoceano. La prima via non si dimostra difficile, 40 movimenti su una parete leggermente strapiombante, io e altri quattro partecipanti abbiamo raggiunto il top. Il giorno dopo abbiamo dovuto affrontare un’altra via per poter passare alle semifinali: altri 40 movimenti, più intensi del giorno prima, su una via con le prese rosse. Questa volta solo tre climber raggiungono il top, e io cado sfiorando l’ultima presa. Per la somma dei risultati passo in semifinale come secondo dietro il tedesco Alexander Megos. Solo 26 partecipanti per ogni categoria sono passati alla fase successiva della gara, svoltasi il terzo giorno. Al risveglio del sabato la giornata si manifesta più fredda del solito, la temperatura si era abbassata di molto e cominciava anche a cadere qualche goccia di pioggia. In isolamento tutti aspettavano che le condizioni migliorassero, la gara è stata anche posticipata di un’ora con la speranza che smettesse di piovere ma non c’è stato niente da fare. Presa la decisione da parte dei giudici di iniziare la gara, siamo andati tutti a fare la visione della via. Appena usciti il freddo ci ha fatto capire che la gara non sarebbe stata una passeggiata, anche se i tracciatori hanno accorciato le vie poiché le parti finali erano state bagnate dalla pioggia. La via quindi era lunga come una qualifica, e tutti pensavamo che fosse più intensa. Arrivato il mio turno, mi tolgo la felpa e i guanti sotto la via e prendo la prima presa: in quell’istante ho sentito freddo alle dita, nonostante mi fossi scaldato bene, talmente freddo da non riuscire a sentirle. Una presa dopo l’altra ho avuto paura che le dita mi si aprissero senza accorgermene, le condizioni erano pessime e la via non sembrava neanche così intensa se non fosse stato per il freddo. Un attimo di indecisione su un passaggio che ha fatto cadere tre fortissimi climber giapponesi e poi continuo a combattere il freddo delle dita fino a tenere il top senza riuscire a mettere la catena. Così sono primo dopo la semifinale, unico italiano a passare nei primi otto, e pronto per la finale del pomeriggio. Il tempo per fortuna è migliorato con il passare delle ore, la temperatura era aumentata ed era anche uscito il sole. L’isolamento per la finale è stato più corto, la visione della via è stata fatta presto. L’itinerario è stato tracciato sulla parte meno strapiombante, una prua di 20 metri che non passava dallo strapiombo sul quale ho vinto la gara scorsa. Sono partito sulla via ben caldo, questa volta le condizioni erano le migliori, ero anche tranquillo nonostante fossi l’ultimo a partire. Presa dopo presa la via non sembrava molto intensa, giusto qualche passaggio duro ma con un riposo abbastanza comodo a metà via. Ripartito dopo qualche sghisata arrivo all’uscita: la presa successiva si trovava dietro a un volume, impossibile da vedere, ci vado convinto ma le mani mi si aprono appena toccata la presa, urlando un “no” di delusione. Sapevo di aver sbagliato, non era abbastanza per vincere, ne avevo ancora e potevo dimostrare molto di più. Alla fine guardando il tabellone dei risultati ho visto il mio nome al terzo posto. Come l’anno precedente ho vinto la medaglia di bronzo. Di certo avrei potuto fare di meglio, ma un terzo posto al mondiale conferma il mio stato di forma e la mia presenza sul podio nelle gare giovanili internazionali. Dopo tre giorni intensi di gara posso tirare un respiro di sollievo, portando a casa un’altra medaglia importante e una soddisfazione mondiale!


Medaglia d'oro ad Imst
15 Agosto 2011
Sabato 13 agosto si è svolta ad Imst la terza tappa di Coppa Europa Giovanile. Tanti i partecipanti da tutto il mondo in preparazione del mondiale, 38 solo nella mia categoria. Le qualifiche partono bene, le vie non erano molto lunghe e piuttosto boulderose e intense nella parte finale. In pochi sono riusciti a raggiungere il primo top, mentre nessuno è riuscito ad agguantare l’ultima presa nella seconda via di qualifica. Nonostante ciò sono passato in finale come primo parimerito, ottenendo il diritto di partire come ultimo il giorno dopo e portando sulle spalle la tensione  più grande che un climber possa sopportare. La domenica mi sentivo carico, mi sono scaldato al punto giusto e le condizioni erano perfette. La via di finale si districava lungo tutta l’imponete struttura oltre l’infinito tetto, terminando con una parete leggermente strapiombante. I minuti passavano nell’isolamento, climber dopo climber tutti venivano chiamati per partire e finalmente venne il mio turno. Un’ultima ripassata alla via e sono partito deciso. Dopo aver superato un paio di volumi insidiosi che avevano respinto alcuni dei finalisti arrivo al tetto ancora fresco, e grazie a un’interpretazione corretta di un passaggio riesco a passare un filtro che nessun altro aveva passato. Sono caduto alle ultime prese vincendo la gara e facendo risuonare le trombe sulle note dell’Inno di Mameli.