Melloblocco #10
09 Maggio 2013

All’inizio dell’anno avevo già deciso che nessuna cosa mi avrebbe impedito di partecipare al melloblocco 2013, dopo aver perso molte edizioni a causa di gare, intemperie e impegni vari. Al decimo anniversario del più grande raduno internazionale di boulder non potevo assolutamente mancare, e così è andata. Decido di partire mercoledì mattina, per rimanere 5 giorni, ideali per divertirsi senza rovinarsi troppo la pelle. Alle 6 la sveglia, partenza alle 7, arrivo alle 10, e alle 14 avevo già chiuso tre blocchi di gara. Dopo i due boulder già scoperti e chiusi da qualche scalatore i giorni precedenti (Maschio Dominante e Nona misura naturale), mi dirigo verso Toy Boy, una lunga fessura obliqua, e dopo aver provato tutti i singoli riesco subito a ribaltarmi fuori.

Il secondo giorno è stato molto più solitario, essendo avanti di un blocco rispetto agli altri sono andato in val di mello per provare Pendragon. Dopo un centinaio di tentativi riesco ad agguantare la seconda presa, e  a uscire. Al pomeriggio vado a provare l’unico blocco asciutto che era rimasto in quel giorno, Rastaman, che poi si rivelò il più facile, anche se con un’uscita spaventosa.

 

Il terzo giorno è stato quello più impegnativo, ho passato quasi tutta la giornata su Brown Sugar, il blocco più duro che sono riuscito a fare, poi mi sono spostato velocemente a chiudere Climb for life men, un altro blocco non troppo difficile, risolto in poco più di un quarto d’ora.

Il quarto giorno l’ho dedicato a Vibra Sound, un bellissimo boulder di schiaffi su piatti, molto fisico, dopo essere caduto tre volte alla fine, finalmente sono riuscito a ribaltarmi, anche se mi sono giocato la pelle e gli avambracci. Dopo 4 giorni di scalata sono riuscito a risolvere 8 dei 12 problemi, ma contando che 3 blocchi erano improponibili da provare in così pochi giorni, mi rimaneva ancora un blocco da provare, Astroboy.

Così, la mattina della domenica mi sono diretto ai Bagni per provare l’ultimo blocco in programma. Dopo vari tentativi ho capito che si poteva fare, ma non quel giorno. La domenica all’1 del pomeriggio mi sono arreso al blocco, ero troppo stanco per chiuderlo. Dopo aver chiuso 8 blocchi a denti stretti, per la prima volta mi sono accontentato di ciò che avevo fatto nei giorni precedenti.

Alle 16 sono cominciate le premiazioni, anche se sapevo già di aver chiuso 2 blocchi più degli altri, mi sono commosso all’idea di essere paragonato ai “vincitori” degli anni precedenti, soprattutto a Mauro Calibani, infatti mi è stato suggerito di lanciare la maglietta come faceva lui negli anni precedenti.

Mi sono divertito tutti e 

5 i giorni, e sono contento di come sia andata, soprattutto perché sapevo cosa volevo prima di partire, e la motivazione che ci ho messo nello scalare i blocchi di gara mi ha dato la forza per continuare, nonostante mi sarei potuto accontentare di molto meno, risparmiandomi la fatica e il dolore alla pelle. 



 

 



Vacanze spagnole!
07 Gennaio 2013

 Come deciso molto tempo fa, le vacanze di natale le abbiamo passate nel posto più caldo e frequentato dagli arrampicatori di tutto il mondo: la Spagna! Siamo partiti da Torino il giorno di Natale e il giorno dopo eravamo già a Siurana a tirar prese e prenderci tante mazzate. Mi ci sono volti 3 giorni per ambientarmi e cominciare a ingranare la roccia spagnola, 2 giorni a Siurana e uno a Margalef. Dopo una visita veloce di Barcellona nel giorno di riposo, il quarto giorno di scalata finalmente arrivano i primi risultati, dopo aver chiuso “Transilvania” 8a (che avevo fallito a vista), lo stesso giorno riesco a chiudere l’8b “El ball del triceps” al secondo giro, dopo essere caduto all’ultimo passo duro nel tentativo flash! Lo stesso giorno sono riuscito a salire anche Braguetasso a vista, un bellissimo 8a+ con una sezione intensa all’inizio. Il giorno dopo abbiamo deciso di tornare nello stesso settore, Espadelles, dove sono riuscito a lavorare e chiudere una variante de “Los ultimos vampiros hipis”, 8b+ intenso nella prima parte, che mi ha tolto l’ultimo strato di pelle. Il giorno dopo infatti lo abbiamo dedicato alla visita di Tarragona, riposando pelle, muscoli e mente.

Decidiamo quindi di tornare a Siurana, nel settore Can piqui pugui, ma anche lì prendiamo solo mazzate e finalmente capisco che la roccia di Siurana non fa per me, così il giorno dopo ritorniamo a Margalef, ma nel settore Laboratori. Le sensazioni sono senz’altro migliori, in questa giornata ho chiuso il mio primo 8b a vista: Photo-shot! E nello stesso giorno salgo anche la via più corta che abbia mai fatto, “La bombi”, ex 8b diventato 8a+ secondo me dopo la rottura di una presa; la via è lunga 10 metri (lunga si fa per dire) e consiste in 4 movimenti duri, separati da 4 spit in tutto. Il giorno dopo abbiamo riposato e visitato un po’ meglio Barcellona. Il giorno prima della partenza lo passiamo a Monsant, una falesia con vie lunghissime, fino a 50 metri, a buchi come Margalef, anche se un bel po’ più grossi. La giornata a Monsant è stata molto significativa, nessun resting quel giorno, dopo essermi scaldato su un 7a e un 7c, ho chiuso a vista “La mosca collonera” 8a. Poi decido di provare Falconeti, un 8a+ di 25 metri che diventa 8b+ se continui fino in cima per altri 20 metri. Dopo essere arrivato in catena al primo tiro decido di provare a salire, le prese sono buone la ghisa dopo tutti quei metri fa sentire la sua presenza. Con un po’ di fatica riesco ad arrivare fino in cima, chiudendo il mio primo 8b+ a vista! Quando arrivo in catena realizzo che avevo appena salito un tiro di 45 metri con una corda da 80: qualcosa non andava. Per poter scendere sano e salvo a terra sono sceso staccando i rinvii e volando fino al successivo e una volta calato sono finalmente arrivato in mezzo ai rovi.

Dopo un’ora di riposo parto su un altro 8b+, L-mens, che ho trovato più duro, ma che sono riuscito a conquistare a vista!

 

Torniamo a Cornudella (la nostra base) distrutti e doloranti, il giorno dopo andiamo di nuovo al Laboratori, ma il caldo e il dolore alla pelle ci impedisce di scalare, così ci facciamo degli scatti sul tiro più in placca della spagna, direi quasi orizzontale: l’ultimo giorno ci siamo divertiti così…

La vacanza è finita, si torna a casa a tirare plastica e a tracciare la prima tappa del TCC, e dopo un po’ di riposo ricomincerò ad allenarmi come si deve…

 



Fine stagione
21 Novembre 2012

 Si è conclusa la stagione con le ultime tre gare, delle quali faccio solo un breve riassunto per non annoiare: dopo il tuor dell’Asia si è svolto il Campionato europeo giovanile, ho concluso con un bronzo anche se so che vincere non era impossibile. una settimana dopo ho vinto l’ultima tappa di coppa Italia, portandomi a casa il circuito finale per il terzo anno di seguito!

 L’ultima gara di coppa del mondo non ha riservato sorprese, 15° dopo essere caduto su un passaggio di blocco, ma grazie a questo risultato ho recuperato una posizione nella classifica generale.

A stagione finita posso fare qualche considerazione su quest’anno di gare, rivelatosi a sorpresa l’anno con più soddisfazioni. Dal punto di vista giovanile si poteva fare meglio, ma non era di sicuro l’obbiettivo primario, infatti ho selezionato bene le gare a cui partecipare: dopo aver vinto il campionato giovanile italiano, ho sbagliato il campionato mondiale e sono arrivato terzo al campionato europeo. 

I risultati in Italia non sono mai stati così belli, a partire dalla mia prima vittoria al campionato Italiano Lead (dopo 2 anni che ci provavo), per finire alla vittoria della coppa Italia sia di boulder che di difficoltà (per la seconda volta dopo il 2010). La sorpresa più grande l’ha riservata la coppa del mondo: anche se sapevo di aver puntato maggiormente a queste gare, non mi sarei mai aspettato un risultato come quello ottenuto. 

L’anno scorso la mia migliore posizione era il 17° posto di Briancon, questanno il 17° posto di Inzai è stata la peggiore delle 8 gare di coppa! Mediamente quando la mia forma non era la massima sono riuscito a rimanere nelle prime 15 posizioni, ottenendo un 15° a Kranj, 13° a chamonix, 12° a imst, 11° a Puurs. La scoperta più incredibile di quest’anno è che quando sono veramente in forma ho la possibilità di giocarmela con i primi al mondo, infatti nelle gare migliori sono entrato in finale e sono arrivato 8° a Mokpo, 6° a Briancon e 3° a Xining! 

Quando all’inizio dell’anno ho iniziato ad allenarmi ero molto motivato, ma non avrei mai immaginato di fare tutte le semifinali, tre finali e un podio. Alla fine sono arrivato 10° in Coppa del Mondo, senza aver partecipato alla gara di Atlanta, a un solo punto dal 9°.Entrare nei primi dieci era un obbiettivo dell’anno, e sono contento di essere riuscito a raggiungere i 10 più forti del mondo. 

Questi risultati sono stati possibili grazie almio impegno, ma soprattutto all'aiuto di molte persone che mi hanno seguito e supportato (anche sopportato!) e che hanno creduto in me fin dall'inizio. Vorrei ringraziare: 

  • La mia squadra, il G.S.Fiamme Oro che da quest'anno mi ha permesso di svolgere questa fantastica attività a tempo pieno, per me è un grande onore essere nel gruppo sportivo della Polizia.
  • Andrea Branca, che mi ha seguito all'inizio dell'anno e che non l'ho mai ringraziato abbastanza, e Roberto Bagnoli, il mio allenatore che , anche se ha distanza, ha seguito tutte le mie gare, con lui si è instaurata una collaborazione continua e direi più che efficace.
  • Federica e Claudia, le mie compagne di allenamentoe tracciatrici di circuiti, senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa.
  • I miei genitori e i miei parenti, capaci di seguirmi dall'altra parte del mondo (e non è un modo di dire) per farmi il tifo.
  • Il CT della nazionale Marco Ronchi, senza di lui che ha insistito per mandarci in Asia non sarebbe stato possibile entrare nei primi dieci di coppa del mondo
  • Tutti i ragazzi delle palestre di Torino, la Sasp, il Bside e il Braccini che mi permettono di allenarmi in un ambiente sereno.

Dopo avere rigraziato tutti mi sono reso conto che sembra come se fosse la fine della mia carriera, in realtà è solo l'inizio, questo era il mio primo anno da professionista e spero ce ne saranno ancora molti. Adesso mi aspetta un po’ di riposo, poi mi dedicherò per un mesetto alla roccia, ma di questo parlerò più avanti…



Tour asiatico
06 Novembre 2012

Vista la possibilità di entrare nei primi 10 nella classifica di Coppa del mondo, quest’anno finalmente la federazione ha deciso di mandarci in Asia per le tre gare in Cina, Corea e Giappone. Così il 10 di ottobre io Jenny e Leonardo partiamo dall’Italia per un altro continente, pronti a gareggiare e girovagare tra gli stati asiatici. Dopo il lungo viaggio arriviamo in Cina, a Xining, un posto sperduto nella provincia di Quingai. Neanche il tempo di riprenderci dal fusorario che dobbiamo già gareggiare: la struttura si trovava a 2500 metri sopra il livello del mare, le temperature al mattino erano talmente basse che ho dovuto gareggiare con la maglia termica sotto la canottiera. Le qualifiche passano in fretta e il giorno dopo tocca alla semifinale. Arrivato a un filtro difficile verso la fine della via, cado appena dopo averlo superato, e mi qualifico per la finale come 7°. Ero già soddisfatto del mio risultato poiché come obbiettivo da queste gare mi aspettavo almeno una finale, ed era arrivata già alla prima gara. Anche se contento della mia prestazione, non volevo accontentarmi e sapevo di poter migliorare durante la finale. Essendo arrivato 7° in semifinale dovevo partire per secondo, dopo il coreano Min. La via sembrava intensa, sotto un grande strapiombo quasi orizzontale, scalando velocemente ho raggiunto l’uscita del tetto tenendo la presa appena fuori.

 Non sapevo se la mia prestazione mi avrebbe portato o meno a migliorare in classifica, ero già davanti a Min ma mancavano ancora 6 finalisti. Uno dopo l’altro, altri tre cadono più in basso di me, lasciandomi sorpreso. Solo Mccol e Verhoven salgono più in alto. L’ultimo a partire era Schubert, ero certo che sarebbe salito lasciandomi ai piedi del podio, ma ero comunque felice perché un quarto posto sarebbe comunque stato il mio migliore risultato. E invece no. Schubert con grande sorpresa cade una presa prima di me, e così facendo non mi rendevo neanche conto di essere terzo. “Incredibile, non può essere…” pensavo, e invece ero proprio terzo, avevo vinto la mia prima medaglia in coppa del mondo. L’emozione è stata fortissima e salire sul podio è stata una delle cose più belle che ricordo.

Felice del mio risultato inaspettato, non ho avuto neanche un giorno per festeggiare che già eravamo su un aereo per la Corea. Dopo una settimana di allenamenti a Seoul ero motivato per ripetere la prestazione cinese. Le qualifiche di Mokpo hanno confermato il mio stato di forma, 6° in totale, e la semifinale ancora una volta mi ha permesso di entrare in finale come 6°. Questa volta sono stato più sfortunato, la via di finale (la mia terza finale della stagione) era un boulder che non permetteva errori, e purtroppo sono caduto poco prima degli altri, ma comunque sono contento di essere entrato facilmente nei primi 8.

Dopo due settimane in asia, tra pasti cinesi e strane abitudini cominciavo a sentirmi stanco, già sentivo la fatica durante gli allenamenti nelle palestre di Tokio, La gara a Inzai ha mostrato la mia profonda stanchezza e debolezza, dopo le brutte qualifiche in cui sono riuscito a passare per poco in semifinale, sono riuscito a recuperare qualche posizione durante la semifinale, ottenendo un discreto 17° posto. L’inevitabile calo di forma è stato determinato dall’alimentazione irregolare durante i giorni precedenti, e anche durante il giorno della gara. Dopo tre settimane in giro per il mondo anche il cervello ha mostrato i segni della stanchezza, avevo bisogno di riacquisire le abitudini italiane per poter tornare in forma.

Nonostante questo ultimo neo, sono contento di come sia andata la trasferta, finalmente l’Italia è tornata in finale e la bandiera tricolore ha sventolato sul podio molti anni dopo Flavio Crespi. Questi risultati mi hanno dato molta fiducia,sia per la fine della stagione che per la prossima, in cui spero di migliorare ancora.



Ultime news
05 Ottobre 2012

Finalmente, dopo due intensi mesi, trovo il tempo di aggiornare il sito con le mie ultime avventure. Ad agosto sono partito per stare un mese in Austria, in occasione della Coppa del mondo a Imst. Dopo la gara ci siamo fermati fino alla fine del mese per allenarci al Tivoli (Innsbruck), poi siamo andati a Verona per la seconda gara di Coppa Italia e siamo partiti il giorno dopo per Singapore. Al ritorno, dopo qualche giorno di rest è iniziato subito il Mondiale a Parigi,e senza aver tempo di respirare c’è stata la Coppa del mondo a Puurs (Belgio) e la terza prova di Coppa Italia a Padova.Le gare in cui vado meglio sono di sicuro quelle di Coppa del mondo, riesco a esprimere bene il mio potenziale anche se vorrei sempre fare di meglio. Alla fine rientro sempre nelle stesse posizioni, a Imst 12° e a Puurs 11°, appena dopo i finalisti! Adesso nella classifica totale sono 13° perché purtroppo ho saltato la gara di Atlanta, spero che il prossimo anno la Federazione abbia la possibilità di mandarci a fare qualche tappa americana.

Purtroppo i mondiali giovanili a Singapore sono andati molto male, dopo essere entrato come 1° dalle qualifiche, in semifinale un errore mi ha messo fuori gioco e non passando in finale non ho potuto competere per il titolo. È un vero peccato aver sbagliato questa gara perché sono all’ultimo anno dei giovanili, quindi non potrò più vincere un mondiale junior…


Ma è inutile piangere ormai, le gare sono ancora tante, subito dopo è cominciato alla grande il mondiale assoluto a Parigi: inaspettatamente sono passato in semifinale boulder come 7° e in difficoltà come 9°, purtroppo la stanchezza dovuta alle gare si è fatta sentire e ho concluso entrambe le gare come 16°. Il miglio risultato è arrivato in combinata, 4° a pochissimi punti dal terzo.

Le ultime gare di Coppa Italia hanno ribaltato la classifica, dopo aver vinto a Verona e a Padova mi trovo in prima posizione, ma io e Checco Vettorata ci giocheremo la vittoria nell’ultima tappa a Premana.

Altre gare in programma sono il Campionato italiano (domani) e poi si parte per i tour asiatico Cina – Corea – Giappone, poi i campionati Europei giovanili e infine l’ultima coppa del mondo in Slovenia!



Chamonix + Briancon
24 Luglio 2012

 Sei mesi di allenamenti sono passati come un lampo, e senza neanche rendersi conto è arrivato luglio, il mese in cui inizia la stagione di difficoltà. I primi appuntamenti di quest’anno sono in Francia, Chamonix e Briancon, una tappa di seguito all’altra senza un attimo di respiro. Prima affrontare le due gare la nazionale è stata convocata in raduno a Verona, dove grazie alle parole di Marco Ronchi (e anche ai suoi cazziatoni) siamo riusciti a trovare la motivazione giusta da tenere in gara.

Chamonix è sempre una gara impegnativa, forse la più difficile perché partecipano tutti i più forti e di solito arrivano molto in forma. Il primo impatto dell’anno in coppa del mondo è sempre un’incognita, sono sempre arrivato oltre la trentesima posizione e, pur avendo una grande fiducia nell’allenamento svolto quest’anno, non sapevo cosa aspettarmi dai miei avversari. Il primo responso è stato positivo, molti degli avversari  sembravano meno in forma del solito, ma in realtà la vera differenza l’abbiamo fatta noi italiani. Siamo riusciti a entrare in 3 uomini e una donna in semifinale, facendo concorrenza alle nazioni che gli anni scorsi sembravano irraggiungibili. La semifinale era più un blocco che una via, riesco a strappare un ottimo tredicesimo posto, ma ancora lontano dalla finale. Così si è conclusa Chamonix e siamo tornati a Torino, dove ho sperimentato nuove ed efficaci tecniche di allenamento per chi, come me, non sa usare i piedi. 

Un ultimo saluto al braccini e si riparte per Briancon per quella che si rivelerà una gara piena di sorprese. Le qualifiche si dimostrano estreme, forse le più intense mai fatte, ma riesco comunque a entrare comodamente in semifinale come 12°. 

L’obbiettivo, come nella gara precedente, è quello di entrare a tutti i costi in finale, ma a differenza di Chamonix questa volta non mi sono accontentato di un tredicesimo posto. Dopo attimi di attesa snervante dell’uscita delle classifiche realizzo che questa volta ce l’avevo fatta, sono passato in finale! Sembrava incredibile, io che fino all’anno scorso faticavo a entrare nei primi 26, ero riuscito a strappare per la prima volta una vera finale. Certo sono entrato come 8°, per una presa tenuta in più che mi ha salvato, ma c’ero, questa volta la finale non l’avrei vista da seduto, ma l’avrei vissuta. Il grande spettacolo organizzato a Briancon ha attirato un sacco di persone a vedere la gara, anche amici di Torino che mi hanno fatto sentire a casa, tranquillo e determinato. Non avevo niente da perdere, ero concentrato e il mio obbiettivo era fare una bella finale. La mia determinazione è stata premiata, la lunga via di finale ha sconfitto due finalisti (tra cui il campione del mondo Ramon) prima di tirare giù me, e sono ancora riuscito a guadagnare 2 posizioni, concludendo con il mio migliore piazzamento in coppa del mondo: 6°!! Non posso ancora rendermi conto di essere riuscito a centrare un obbiettivo che sembrava così lontano, e invece è arrivato. Adesso sono ancora più motivato di prima, ho la certezza che i miei ingranaggi stanno funzionando alla perfezione e che la finale è alla mia portata. Mi rendo conto però che c’è ancora tanto lavoro da fare, non sarò mai completamente soddisfatto finché anche solo uno al mondo sarà più forte di me. Adesso è il momento di faticare, allenarsi per confermare e migliorare questo stato di forma, che sento ancora lontano dal mio 100%.

Finite le prime due tappe di coppa del mondo partirò per un training trip passando per Bolzano, Verona, Innsbruck e Imst, dove si terrà la terza prova di coppa del mondo. A fine agosto volerò fino a Singapore ai campionati mondiali giovanili, gli ultimi della mia vita, e anche per questo non mi accontenterò neanche di una medaglia d’argento.



Si riparte!
09 Luglio 2012

Finalmente, dopo mesi di silenzio, il mio sito torna a parlare! Superati gli impegni da maturandi ho trovato il tempo di scrivere qualcosa sugli ultimi eventi, l’inizio delle gare e qualche piccola soddisfazione su roccia.

Gli ultimi mesi sono volati, le prime gare importanti sono alle porte e altre si sono già concluse. La prima occasione di ripresentarmi a competere è stata fine maggio con il Campionato Giovanile ad Arco: quest’anno ho deciso di abbandonare la velocità e dedicarmi meglio alla corda e al boulder come seconda scelta. Dopo due dure qualifiche riesco a vincere la difficoltà chiudendo la lunghissima via di finale. Il Boulder come sempre riesce a cogliere i miei migliori difetti, e mi sono accontentato di un terzo posto.

La prima tappa di Coppa Italia difficoltà non è andata come speravo, forse ero poco concentrato, ma di sicuro potevo andare meglio, anche in questo caso ho conquistato il terzo posto con amarezza.

Tutta un’altra storia invece la coppa Italia di boulder di cui si sono disputate 4 prove su 5, ma la classifica è già ben definita: dopo il secondo posto di Milano, il primo ad Ivrea, il terzo a Firenze e la vittoria a Gressoney (la mia prima vittoria in finale di boulder, poiché a Ivrea non si era svolta), ho già vinto la classifica finale della coppa Italia, con una gara di anticipo!

Adesso però è il momento di concentrarsi sulla difficoltà, le gare più importati e più difficili iniziano ora, Chamonix e Briancon decideranno la classifica provvisoria di coppa del mondo e di conseguenza la presenza nelle gare future. Altri appuntamenti importanti saranno a settembre, con il Campionato mondiale giovanile a Singapore e il campionato mondiale a Parigi.



Stefano Ghisolfi winter showreel - Episode 1
28 Gennaio 2012



Un altro pianeta!
06 Gennaio 2012
Nell’ultimo periodo ho dedicato il mio tempo a scalare i massi più difficili e famosi del Piemonte e della Liguria e i risultati non si sono fatti mancare! Dopo il mio primo 8b, “Scheletri nell’armadio”, ho capito di avere la stoffa del boulderista e ho deciso di testare la mia nuova passione per i blocchi a Varazze. Il primo giorno mi trovo subito a mio agio, cado al primo giro all’ultima presa di Raptor 8a+, e lo chiudo al secondo. Subito dopo riesco a uscire su Want you bad 7c+ senza troppe difficoltà. Il blocco più bello è stato sicuramente Gioia stand 8b: dopo un primo tentativo caduto all’incrocio, provo i singoli mancati e riparto e chiudo il boulder al terzo giro. Subito dopo chiudo anche Excalibur sit (8a)che avevo già provato ad aprile e non ero riuscito a ribaltarmi. Chiudo i crash e mi sposto sotto Alphacentaury per provare la parte sit (8b): dopo aver capito la partenza riesco con fatica a chiudere il blocco, provandolo per almeno 5 volte. Alla fine della giornata riesco a portarmi a casa anche Gandalf 8a, l’ultima parte di Gandalf il grigio. Dopo una giornata con la corda finita con niente di concluso, torno a Varazze per provare Gandalf il grigio, un traverso di 8b+ che finisce sul blocco di 8a. Dopo aver provato i singoli e acquisito un metodo preciso, parto convinto di chiuderlo e cado all’incrocio, praticamente l’ultima presa. Dopo essere caduto altre 3 volte nello stesso punto faccio una pausa pranzo e poi riparto, e finalmente esco sul mio primo 8b+ bloc, ringraziando Lore Fornaro per il tifo e il video.